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Passi Avanti Contro il Virus Ebola.

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In questi giorni l’opinione pubblica e l’attenzione dei Media è quasi totalmente presa dalle vicende legate al terrorismo, dal solito caos politico in Italia, le polemiche sulla liberazione delle due volontarie italiane, il rigore per la Roma etc… Distratti da notizie più o meno importanti, forse non ci stiamo accorgendo che, ed uso molta prudenza nel dirlo, il contagio del Virus Ebola è in forte calo. Numerose Fonti  come questo articolo del Corriere della Sera, oppure la testimonianza su Facebook di Gino Strada che in parte vi riporto:  ( «Forse ci siamo. Forse si riesce a sconfiggere questa epidemia. Il numero di nuovi casi sta diminuendo rapidamente ogni giorno, speriamo non si verifichino nuove impennate. Forse tra poco potremo dire che l’epidemia di Ebola è finita in Sierra Leone. Ma che fatica! E quanti miracoli ci sono voluti.) convergono nel dire la stessa cosa: il numero delle nuove infezioni è in calo, la curva dei contagiati inizia a scendere ed ...

Abitare solidale

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In questi giorni è tornato nelle cronache dei giornali il tema dell’emergenza abitativa. Nel decreto Mille Proroghe, apparso nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre, ci si aspettava il blocco, l’ennesimo, dello sfratto per gli inquilini che non sono in grado di pagare il canone di locazione. Il rischio, concreto, è di vedere migliaia di famiglie in strada. Il primo atto del neo assessore del Comune di Roma, Francesca Danesi, è stato quello di scrivere una lettera al Governo, insieme ai suoi colleghi di Milano e Napoli,  per rimediare all’assenza del blocco degli sfratti. Sempre più spesso vediamo forme di cohousing dove si cerca di abbattere costi e provare a formare piccole comunità di vicini che possano condividere spazzi e tempo. Tra le tante iniziative vorrei però raccontarne una in particolare dove al cohousing tradizionale viene affiancata la solidarietà, trasformando quella che si può definire un disaggio sociale in opportunità. Abitare S...

Charlie Hebdo, semi di speranza europea.

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Non vorrei che leggeste questo articolo come una provocazione, non è la mia intenzione, ma vorrei provare a far emergere alcune Buone Notizie generate dalla feroce violenza scatenatasi in questi giorni a Parigi. Fermo restando la condanna di un atto così inumano, e data per scontata la solidarietà a tutte le vittime ed al popolo francese, vorrei proporvi tre riflessioni che personalmente vedo come un segnale di speranza in questo momento buio. 1.  Gli attentati sono stati realizzati da musulmani seguaci del Corano. Vero ed innegabile. E’ anche innegabile che musulmani figurano tra le vittime (penso al poliziotto Ahmed, intervenuto coraggiosamente sul luogo della sparatoria, ucciso a sangue freddo dai fratelli Kouachi) e tra gli “eroi”, come il giovane Lassana Bathily , originario del Mali, che ha nascosto 6 clienti del supermarket Koscher nella cella frigorifera salvando loro la vita. Ahmed e Lassana ci mostrano con evidenza che generalizzare è sbagliato, e che non ...

A Cagliari l'amicizia sconfigge il freddo!

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una bella storia che ci arriva dalla Sardegna. Patrizio Lai, animatore della Associazione “Orizzonti di Speranza”, ci porta per mano nel freddo dell’inverno di Cagliari e ci racconta come insieme ad altri volontari, nonostante il freddo, ha riscaldato il cuore di tanti. Prima di lasciare spazio al suo racconto fatemi dire che in questi tempi spesso bui e tristi (pensiamo ad esempio all’attentato in Francia), abbiamo ancor più bisogno di Belle Storie, di Buone Notizie che ci riconciliano con la vita. Spostiamoci in Sardegna ed ascoltiamo il racconto di Patrizio: Il termometro scende verso lo zero nel cuore di Cagliari, marmi e graniti sono ghiaccio e la solitudine, in quei giacigli di fortuna, è sconfinata: in queste notti di gelo e di festa, la strada è più dura per chi ci vive. Stranieri,tanti: soprattutto africani. Ma anche italiani, come la coppia sotto i pilotis del palazzo comunale. Un gruppo di amici da alcuni anni...

Peppino: il Barbiere dei Poveri.

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Ho scritto questo racconto sulla vita di Peppino il 5 Gennaio 2015. Sono passati due anni e mezzo, ed ho deciso di riproporvi questa storia nel giorno della "Festa dei Nonni". Peppino non aveva figli (non per scelta, ma a causa di motivi di salute della moglie) e di conseguenza non aveva nipoti, eppure per me (e per molti miei amici della Comunità di Sant'Egidio) è stato come e più di un nonno. Si può essere nonni di carne, si può essere nonni nello spirito, e Peppino lo è stato, per me, per Danilo, per Simone, per Riccardo, per Cristina e potrei continuare a lungo. La sua dolcezza, la sua bonarietà romana, la sua battuta sempre pronta, ma allo stesso tempo i suoi consigli di vita, i suoi racconti su Roma.... Ciao Peppe, Buona Festa dei Nonni. (02/10/2017) Il cuore mio indiscreto, pace ancor non si dà… cantava Claudio Villa nella canzone "La Signora di 30 anni fa" , meglio conosciuta come nel 1919, ed è proprio nel 1919 che nasce G.S., da tutti chiamato Pepp...

Braccialetti Rossi, quando la Tv trasmette valori positivi.

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In questi giorni Rai Uno sta trasmettendo le repliche di una delle Fiction di maggior successo della stagione televisiva, parlo di “Braccialetti Rossi”, le storie di sei piccoli malati che hanno conquistato l’affetto di tanti telespettatori. A mio parere la serie di “Braccialetti Rossi ha un enorme merito”, parlare di malattia ed ospedali con dolcezza e tenerezza, senza però speculare sul dolore. Mi spiego, esiste un enorme filone di quella che viene chiamata “Tv del Dolore” che per me è quanto di peggio possa essere veicolato dal mezzo televisivo; Mi riferisco alla attenzione morbosa ed ossessiva riservata dai media ad alcuni casi di cronaca (penso al piccolo Loris, a Yara solo per fare degli esempi), ad intere trasmissioni dedicate a sviscerare il dolore in tutte le sue forme, con dettagli morbosi ed intimi della vita familiare degli indagati. Penso al plastico di Cogne di Bruno Vespa, ad ore ed ore di dibattito sugli slip di Yara, a programmi come quelli di Barbara D’...

Il pranzo di Natale con i poveri

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Il Natale sembra sempre un momento particolare. Ma spesso ci si dimentica di chi il Natale lo vive da solo perché senza famiglia o senza casa. Da anni passo, come volontario, il Natale con i poveri e ve lo vorrei raccontare. Quest’anno ho passato il Natale al Centro di Formazione Professionale di Roma "Simonetta Tosi" a Testaccio. La scuola è stata aperta per accogliere alcuni poveri del quartiere ed anziani di un’RSA. Era uno dei tanti pranzi di Natale che la Comunità di Sant’Egidio ha fatto a Roma ed in tante città d’Europa e del mondo. La cosa che mi colpisce ogni anno non è solo vedere i volontari della Comunità di Sant’Egidio, come me, che passano un giorno di festa con i più poveri, persone che per altro sono seguite nella quotidianità tanto da diventare parte della famiglia di ognuno, ma incontrare sempre più gente che decide di passare questo giorno non con la famiglia (o portare l’intera famiglia) ma di mettersi al servizio dei più bisognosi. Il pranz...